A cosa serve un sito ecommerce

Un negozio online rappresenta un’affascinante e potenzialmente remunerativa attività imprenditoriale sul web, offrendo una delle esperienze più istruttive per chi intraprende questa sfida. La creazione e la gestione di un sito di ecommerce consentono di acquisire conoscenze pratiche che spesso sfuggono persino ai partecipanti di corsi avanzati in gestione aziendale. Tuttavia, la gestione di un negozio virtuale è tutt’altro che un gioco da ragazzi, e talvolta si rischiano errori che potrebbero essere facilmente evitati.

In questo articolo, esploreremo in dettaglio tutto ciò che occorre sapere in merito ai siti di ecommerce: partendo dalle fondamenta per comprendere appieno il concetto di ecommerce e le varie tipologie esistenti, fino ad approfondire i vantaggi e gli svantaggi dell’ecommerce.

Indice articolo:

Che cos’è un ecommerce?

Che cos'è un ecommerce

Le transazioni effettuate per acquisti in modalità ecommerce avvengono su svariati canali di vendita, compresi i negozi online, le app mobili e altre piattaforme quali i social network, i marketplace, le piattaforme ecommerce, i siti di affiliazione, i portali di compravendita, e così via.

Il significato del termine “ecommerce” ha subito un’evoluzione nel corso del tempo: quando è emerso alla fine degli anni ’70, faceva riferimento alle transazioni commerciali elettroniche (come fatture, ordini, ecc.) tramite lo scambio di dati elettronici (EDI).

Oggi, il suo significato si è esteso per comprendere tutte le transazioni che si verificano online tra domanda e offerta, tanto che la parola “ecommerce” è diventata sinonimo di “negozio online“.

Realizzazione siti ecommerce: il funzionamento

Realizzazione siti ecommerce il funzionamento

Prima di scoprire le diverse categorie di ecommerce, è fondamentale comprendere le dinamiche di questo tipo di attività e la regolamentazione italiana che ne regola la gestione.

La definizione di ecommerce menzionata in precedenza risulta essere alquanto limitante, poiché il commercio elettronico non si esaurisce soltanto con la transazione d’acquisto, ma abbraccia ogni fase della relazione tra acquirente e venditore online.

Queste fasi includono operazioni di marketing, il posizionamento del sito web sui motori di ricerca, lo scambio di informazioni legate alla vendita, nonché l’assistenza fornita al servizio clienti, e così via.

In altre parole, tutte le attività connesse alla vendita di beni e servizi attraverso Internet rientrano in questa categoria.

La prima definizione normativa del commercio elettronico in Italia risale al 1997 e è presente nella Comunicazione della Commissione europea n. 157 dal titolo “Un’iniziativa europea in materia di commercio elettronico“.

In essa si stabilisce che il termine “commercio elettronico” comprende “l’esecuzione di attività commerciali e transazioni attraverso mezzi elettronici e include attività quali la commercializzazione di beni o servizi tramite mezzi elettronici, la distribuzione online di contenuti digitali, la conduzione di operazioni finanziarie e di borsa attraverso mezzi elettronici, appalti pubblici svolti online e altre procedure di transazione adottate dalle pubbliche amministrazioni”.

In seguito, a livello nazionale, le basi normative ancora oggi vigenti sono state stabilite con il Decreto Legislativo 70/2003, volto a promuovere la libera circolazione dei servizi nell’ambito della società dell’informazione, compreso il commercio elettronico.

Questo decreto contiene ancora oggi norme atte a proteggere l’acquirente, tra cui specifiche sulle modalità di conclusione del contratto e l’inoltro dell’ordine, nonché l’obbligo per il venditore di fornire una ricevuta dell’ordine con un riepilogo delle condizioni generali di vendita e particolari applicabili al contratto.

Inoltre, sono incluse una serie di informazioni relative al bene o servizio, al prezzo, ai metodi di pagamento, al diritto di recesso, ai costi di consegna e alle tasse applicabili.

Diverse categorie di ecommerce

Diverse categorie di ecommerce

Il mondo dell’ecommerce comprende numerose categorie, sebbene comunemente si tenda a raggrupparle sotto l’ampio termine “ecommerce“. Una prima distinzione può essere fatta tra:

  • Ecommerce diretto: In questo caso, l’intero processo di acquisto e scambio di beni o servizi avviene in modo esclusivamente online, coinvolgendo beni o servizi di natura digitale e non fisica (quali la vendita di prodotti digitali come corsi in video, guide digitali o infoprodotti).
  • Ecommerce indiretto: Qui, l’acquisto del bene o servizio avviene online, ma lo scambio effettivo si verifica offline, mediante la consegna o la spedizione tradizionale del bene fisico o la fornitura del servizio di persona.

Nonostante le notevoli differenze tra queste due tipologie, entrambe rientrano sotto il termine “commercio elettronico“.
Un’altra suddivisione possibile riguarda le parti coinvolte nelle transazioni, comprendendo:

  • Business to Business (B2B): Le transazioni avvengono tra imprese, ad esempio, fornitori che vendono a altre aziende.
  • Business to Consumer (B2C) e Consumer to Business (C2B): Queste categorie coinvolgono le interazioni tra le imprese e i consumatori finali, oltre alle situazioni in cui i consumatori vendono prodotti o servizi alle imprese.
  • Business to Employee e Employee to Business (B2EE2B): Queste categorie riguardano le transazioni tra le imprese e i propri dipendenti o viceversa.
  • Business to Government e Government to Business (B2GG2B), più comunemente noto come Business to Administration (B2A): Questo tipo di ecommerce riguarda le transazioni tra le imprese e le istituzioni pubbliche, ad esempio, sistemi di pagamento elettronico come PagoPA.
  • Consumer to Consumer (C2C): Questo tipo si manifesta spesso nei marketplace online e nelle aste, in cui i consumatori vendono prodotti o servizi direttamente ad altri consumatori.
  • Citizen to Government e Government to Citizen (C2GG2C), talvolta chiamato anche Consumer to Administration (C2A): Questo tipo di ecommerce comprende le transazioni tra i cittadini e le istituzioni pubbliche.
  • Government to Government (G2G): Qui, le transazioni avvengono tra istituzioni pubbliche.
  • Peer to Peer (P2P): Questa categoria coinvolge le transazioni dirette tra privati, spesso per condividere risorse o servizi.

È importante notare che il tipo di ecommerce più comunemente associato a questo termine è il B2C, noto anche come modello storefront.

Il modello storefront è la forma principale di transazioni e relazioni commerciali tra le imprese e i consumatori finali e coinvolge un negozio virtuale in cui il cliente può acquistare beni o servizi senza la necessità di interazioni fisiche.

Le transazioni vengono gestite attraverso carrelli elettronici e servizi di pagamento online, garantendo la sicurezza grazie all’uso di elevate misure di crittografia, principalmente attraverso i protocolli SSL/TLS (Transport Layer Security) e SET (Secure Electronic Transaction).

La natura dello scambio può essere digitale o fisica, a seconda che si tratti di ecommerce diretto o indiretto, come illustrato in precedenza.

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Vantaggi e Svantaggi dell’Ecommerce

Vantaggi e Svantaggi dell'Ecommerce

La realizzazione di un sito ecommerce offre considerevoli vantaggi sia agli acquirenti che ai commercianti, rappresentando inequivocabilmente il futuro del commercio come lo conosciamo.

Per i venditori, ad esempio, ci sono numerosi vantaggi, tra cui:

  • Ampio Mercato: La possibilità di raggiungere un vasto numero di acquirenti, superando le limitazioni geografiche.
  • Espansione Internazionale: L’opportunità di espandere le proprie attività e vendere a livello internazionale.
  • Efficienza Transazionale: Tempi più rapidi per le transazioni e lo scambio di beni o servizi.
  • Riduzione dei Costi: Minori costi operativi, come quelli legati all’affitto di spazi fisici e alle imposte sulla proprietà.
  • Riduzione dei Rischi Iniziali: Minori rischi associati all’apertura di un negozio fisico.
  • Commercio Unificato: La possibilità di integrare le attività online e offline per massimizzare le vendite.

Tuttavia, vi sono anche vari svantaggi connessi a questa modalità di commercio, tra cui:

  • Percezione Negativa: Alcuni segmenti della popolazione possono avere una percezione negativa dell’ecommerce o sentirsi più a proprio agio nell’acquistare in negozi fisici.
  • Rischi di Frodi e Sicurezza: Il rischio di frodi e problemi di sicurezza online può essere un problema sia per i venditori che per gli acquirenti.
  • Assistenza Clienti: L’ecommerce spesso richiede un supporto clienti più approfondito, che può comportare costi aggiuntivi.
  • Gestione Resi e Rimborsi: La gestione dei resi e dei rimborsi può risultare più complessa e costosa rispetto alle transazioni in negozi fisici.
  • Costi di Marketing: La necessità di investire in strategie di marketing online può comportare costi aggiuntivi.

In generale, nonostante gli svantaggi, i vantaggi dell’ecommerce superano nettamente gli aspetti negativi per entrambe le parti coinvolte.

Questo spiega il costante aumento delle tendenze di crescita nel settore dell’ecommerce.

Inoltre, le statistiche sull’ecommerce confermano che la pandemia di Covid-19 ha accelerato ulteriormente questa crescita, poiché in molti Paesi il commercio elettronico è diventato l’unico mezzo per effettuare acquisti per lunghi periodi, abbattendo le barriere all’accesso per molte persone che erano ancora scettiche riguardo a questa forma di commercio.

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