fare il grafico freelance

 

Oggi parliamo della professione più bella del mondo (almeno per me): il grafico freelance.

Ma oggi, cosa significa fare il grafico freelance?

Questa è una bella domanda, la cui risposta è molto articolata. Per spiegarlo meglio sarebbe più corretto scindere per un attimo le due parole “grafico” e “freelance“.

Il grafico, di per se, deve avere nel suo bagaglio un insieme di abilità (skill) apprese tramite formazione (scuola, università, master, corsi) e messe in pratica con un pò di sana gavetta in studi o agenzie. (Mi raccomando la gavetta non deve essere eterna 😓).

Un grafico o un graphic designer (che sicuramente fa più figo) deve conoscere, obbligatoriamente, Adobe Photoshop, molto usato in ambito pubblicitario, fondamentale per la manipolazione di immagini raster (o bitmap, ossia immagini composte da pixel).

Allo stesso tempo, deve conoscere almeno un programma per la realizzazione di grafica vettoriale. I più utilizzati sono senza dubbio Adobe Illustrator e Corel Draw (esiste anche un programma open source: inkscape).

grafico freelance guadagno

Sicuramente, un grafico, deve conoscere i fondamentali per la realizzazione del logo. A proposito di logo design, oggi si parla spesso di Logo Designer, quella figura specializzata che si occupa della realizzazione di un logo professionale, ma anche nello specifico della Brand Identity dell’azienda.

Per ultimo, ma non per ordine di importanza, il grafico deve conoscere un programma per l’impaginazione, appunto per impaginare riviste, depliant o libri. I più conosciuti sono Adobe Indesign e Quark X Press. Chi fa questa mansione, usualmente viene chiamato grafico impaginatore.

Un grafico completo, che si rispetti, dovrebbe conoscere bene questi 3 tipi di software ed essere quindi una fusione tra manipolatore di immagini, grafico pubblicitario, logo designer ed impaginatore!

Per forza di cosa, il grafico che intraprende il suo percorso e che inizia a lavorare facendo le prime esperienze, in base alle mansioni che riceverà, svilupperà un’abilità maggiormente rispetto ad altre.

L’esperienza quindi gioca un ruolo fondamentale nelle competenze del grafico. Ci sono grafici più esperti nella creazione di un Brand, ce ne sono altri  più esperti nella manipolazione di immagini o nell’impaginazione di una rivista.

Una volta che abbiamo definito la figura del grafico, dobbiamo analizzare cosa fa il “freelance”. Il freelance indica una professione da libero professionista, quindi con P.IVA che si autogestisce. In questo articolo non parleremo della differenza tra grafico dipendente e grafico freelance, ma cercheremo di capire quali abilità deve avere il freelance.

Il freelance, rappresenta, di per se, una figura professionale autonoma, che gestisce il suo tempo nel migliore dei modi per sviluppare il lavoro di tutti i suoi clienti.

Ma quando chiami un commercialista per aprire la tua P.IVA, stai tranquillo che non ti regala un pacchetto clienti. Quindi una skill, direi obbligatoria, è quella di reperire clienti, che nel gergo viene detto di “occuparsi della parte commerciale“.

Puoi occupartene tu, cosa che consiglio spassionatamente, oppure collaborare con qualcuno che farà “il commerciale” per conto tuo.

Inizialmente lo sconsiglio perché non riusciresti ad avere un buon margine di guadagno. Al contrario, quando inizierai a carburare e salire di fatturato, potrai, anzi, dovrai collaborare obbligatoriamente, con figure commerciali e “non solo”, per poter crescere sempre più (questo dimostra che essere un freelance è un business scalabile).

Detto ciò, il freelance deve mettere nel suo bagaglio una skill fondamentale come la vendita. Eh già, “devi saperti vendere“.

graphic designer freelance

Consigli per un grafico freelance:

Per quale motivo una persona dovrebbe scegliere te?

Questa è la madre delle domande che ogni giorno devi farti quando proponi un prodotto o un servizio nuovo ad un pubblico online o offline.

Se la risposta è: ” io faccio meglio di quello”, piuttosto che “io offro un prezzo migliore”… ti dico subito che la risposta è pessima!

Non ti condurrà verso nessuna “occasione lavorativa”, anzi ti porterà a deprezzare sempre più il tuo servizio. Infine, ti renderai conto di essere alla completa mercé del cliente.

Ricordati che se vorrai vendere un tuo servizio, dovrai essere sempre tu a condurre il gioco, così comunicherai professionalità, anche a costo di perdere qualche “finta occasione”.

Esistono tecniche di marketing, sia di vendita diretta, che di vendita online che ti aiutano a raggiungere tale obiettivo.

Non pensare che oggi tutto si basa sui soldi!

Al contrario! Se il tuo approccio per prendere più lavori è una gara al ribasso col cliente… allora arrenditi, non la spunterai! Cambia strategia!

Col tempo ti renderai conto che alcuni clienti (sicuramente più di nicchia) ricercano qualcosa di diverso che mercanteggiare per accaparrarsi un servizio.

Il tuo obiettivo sarà definire il prima possibile il tuo target. Ossia quella nicchia di mercato che è perfetta per i tuoi servizi.

Cerca qualità? Benissimo!

La domanda che allora dovrai porti è:

Come posso comunicare qualità? e In che modo la mia professionalità può trasmettere fiducia e soprattutto valore?

Se sei un freelance alle prime armi ti consiglio qualche libro interessante, sulla comunicazione e sulla vendita diretta, direi dei veri e propri CULT:

Secondo il mio punto di vista, ci sono dei testi, come questi sopra citati, che dovrebbero farli leggere a scuola.. altro che “Promessi Sposi”.

Sicuramente, uscito da scuola, avresti le idee più chiare e sapresti da dove partire.

Quindi ritornando alle abilità del freelance, abbiamo accennato la vendita diretta offline. Molti diranno, “si ma oggi è molto più facile vendere online”.

Sicuramente, ma la vendita online non è altro che la traslazione della vendita offline sulla rete, quindi su una scala più ricca di connessioni.

Se, per esempio, il tuo lavoro è basato sulla vendita di consulenze, è ovvio che devi saper trasmettere la tua competenza nel settore.

Se non lo sai fare faccia a faccia con un cliente o telefonicamente, difficilmente lo saprai fare online.

Nell’online, la strada è più lunga e ci vuole molta costanza. Come per le varie strategie di Blogging, Social e magari SEO.

Oggi, per creare un’identità forte sul web, si parla di reputazione online! Grazie ad internet e soprattutto con l’avvento dei social, ognuno di noi può comunicare con facilità a qualsiasi potenziale cliente.

Quindi crea un tuo blog e trasmetti valore, con video, contenuti interessanti o infografiche, in base al tuo target. Oggi siamo tutti dei potenziali Brand.

Dipende, esclusivamente, da noi stessi se vogliamo distinguerci ed essere una mucca viola oppure una come tante. Ti consiglio questo articolo sul personal branding.

Cosa ne pensi? Avete qualche bel libro da consigliarmi?
Scrivilo nei commenti.