graphic designer freelance

Graphic Designer freelance o graphic designer dipendente?

Prima di rispondere alla domanda del secolo, è giusto fare chiarezza sulla figura del graphic designer.

Ancora oggi, quando mi chiedono di cosa mi occupo. Alla risposta “sono un graphic designer“, le risposte sono prevalentemente 2:

  • “Ah ok (per la serie, non ho idea di che sia, ma non me ne può fregare di meno)”;
  • “Wow bello, anche a me piacerebbe disegnare al computer”

Facciamo un po’ di chiarezza!

Il graphic designer, o più semplicemente grafico, ha il compito di comunicare un concetto attraverso la grafica.

La grafica, o graphic design, quindi diventa un mezzo molto potente per comunicare.

Il concept (concetto) dell’immagine pubblicitaria, o di un logo o di un packaging, e così via, dovrà essere espresso secondo alcune regole della comunicazione visiva.

Il tutto verrà progettato in relazione alle linee guida dell’azienda o del professionista che ha commissionato il lavoro.

Il grafico, quindi, dovrà interpretare il messaggio da comunicare e trasformalo in grafica.

Quindi un grafico saprà:

  1. Creare un logo e coordinato aziendale (biglietti da visita, carta intestata, busta intestata).
  2. Creare un’immagine pubblicitaria.
  3. Creare grafiche di locandine, manifesti, flyer, brochure.
  4. Creare un packaging.
  5. E direi… tanto altro…

Quando tutto ciò diventa strettamente collegato alla pubblicità, quindi alla definizione di una strategia di comunicazione per la propaganda del brand o dei suoi prodotti/servizi, parlare di grafico pubblicitario sarebbe anche corretto.

Ma ci sono altre competenze che un graphic designer deve avere nel suo bagaglio:

Come possiamo notare la figura del graphic designer ha le competenze per sviluppare un insieme variegato di progetti.

Inoltre deve avere competenze sul funzionamento della stampa:

Risoluzione file, metodo colore, profilo colore, margini e offset dovrebbero essere il suo pane quotidiano!

graphic design

Domanda frequente:

Ma il graphic designer deve saper disegnare?

Non obbligatoriamente. Chi, per professione, deve obbligatoriamente saper disegnare è l’illustratore.

C’è una notevole distinzione tra illustratore e grafico, anche se a volte le due figure potrebbero coincidere.

Adesso che dovrebbe essere chiaro cosa fa il graphic designer, cerchiamo di risolvere l’enigma che ci attanaglia dalla notte dei tempi:

Meglio essere un graphic designer freelance o un graphic designer dipendente?

La risposta, come sempre, è dipende!

Quando ero più giovane, intendo sui 25, avevo un’unica ambizione: essere assunto in uno studio grafico di un certo calibro.

Oggi non è più la mia ambizione! Ma perché?

Nella vita si cambia (per fortuna) e col tempo si ha più consapevolezza dei propri mezzi e quindi del proprio valore. Non solo, bisogna anche analizzare il periodo in cui iniziai a svolgere questa professione.

Correva l’anno 1999 e internet faceva il boom. Quindi il graphic designer insieme al web designer diventano figure chiave all’interno di un’azienda.

Oggi ci sono nuove opportunità! Oggi, tu graphic designer, puoi essere l’azienda.

Esatto! Essere un brand effettivo, un punto di riferimento per altre persone che seguono con interesse la tua professione.

Vorrei rimandarti a questo articolo sul personal branding altrimenti perdiamo il punto della discussione.

Penso che tutto dipende dagli obiettivi che hai nella vita. Prima definisci i tuoi obiettivi, prima saprai dove andare.

Oggi questa scelta la sintetizzo con una semplice domanda: Preferisci la sicurezza o la libertà?

La domanda può sembrare drastica (in parte lo è), ma lavorare con o senza un capo fa una notevole differenza.

Da un lato, lavorare da dipendente in un azienda comporta uno stipendio certo a fine a mese. Dall’altro lato, non puoi scegliere quando lavorare, ma sei obbligato a seguire degli orari di lavoro.

Quindi, meno libertà e più sicurezza di “arrivare a fine mese”. Ma se dobbiamo analizzare meglio il ruolo di un grafico dipendente, dobbiamo fare una sostanziale differenza in base all‘azienda per cui si lavora.

Una cosa è lavorare per una piccola agenzia dove tu sei l’unico grafico, che probabilmente non si occupa solo di quello.

Una cosa è lavorare per un azienda in team con altri graphic designer, con un art director e altri professionisti della comunicazione. Quando lavori in team, a prescindere dal piacere di interfacciarsi con altre figure simili o complementari alla tua, hai la possibilità, proprio per tale scambio, di crescere a livello professionale.

Questo perché hai la possibilità di vedere le cose secondo altri punti di vista, questo ti farà diventare sempre più bravo nel tuo lavoro e non solo.

Stessa cosa non può accadere quando lavori da solo (tranne se fai formazione continua: leggi, ti documenti e ti interfacci con altre figure professionali complementari).

graphic design formazione

La tua azienda ti aiuta nella formazione?

Ci sono molte aziende che, per ovvi motivi, curano la continua formazione dei propri dipendenti professionisti.

Le aziende di un certo livello, quindi, ti danno la possibilità di lavorare in team, curano la tua formazione, e probabilmente ti incentivano con premi o bonus, in base al raggiungimento di determinati obiettivi aziendali.

Adesso, quindi, possiamo dedurre che essere dipendente per aziende di un certo livello ha senso e fa bene alla professione del grafico, stessa cosa non vale quando lavori per piccole realtà.

Il mio consiglio è di lavorare soltanto agli inizi per piccole aziende, come gavetta, per crescere e per imparare sul campo, ma successivamente si è obbligati a fare un switch.

Il cambio deve obbligatoriamente avvenire verso una grande realtà o la libera professione.

Ma piuttosto parliamo di quest’ultima.

Lavorare da freelance, ti da un estrema libertà. Non approfittarne … potrebbe essere un arma a doppio taglio. Ricordati che a fine mese devi fare un bilancio.

Consiglio per tale motivo di strutturare la gestione del tempo di una giornata lavorativa. Puoi impostare il tuo time management come meglio credi, l’importante è che ci siano tutti gli ingredienti che ti portano a crescere come freelance.

Allo stesso tempo, un graphic designer freelance, deve sviluppare anche delle competenze diverse “dal fare grafica“.

Come ho detto in questo articolo fare il grafico freelance, devi saperti vendere ed occuparti quindi anche della parte commerciale, sia online che offline.

Per tale motivo devi formarti anche in altre competenze e allo stesso tempo devi aggiornarti sul tuo campo. Del resto hai a disposizione tutto il tempo del mondo (fino a quando non ti sposi ;-) ).

Oggi, con 2 bimbi piccoli, ti dico “per fortuna sono freelance”, ma probabilmente lo direi anche se non avessi una famiglia.

Sicuramente è impegnativo fare il papà ed il freelance, ma possono conciliarsi molto bene. Bisogna organizzarsi, usare promemoria, sveglie e notifiche per non dimenticare di fare tutto.

Il dipendente per forza di cose ha meno tempo per la famiglia, vedrà i figli la sera e nel weekend… non è un peccato?

D’altro canto, quando un dipendente esce dal suo posto di lavoro, può tranquillamente pensare ad altro.

Il freelance a volte non ci riesce (essendo il titolare di se stesso). Questo è un punto debole della libera professione, ma si ci può lavorare!

Prima di diventare graphic designer freelance ho lavorato in team e posso dire che è stata una bella esperienza.

A volte, però, nella squadra si può trovare qualcuno con cui non hai un buon feeling lavorativo.

Magari avete un punto di vista molto differente, o forse, caratterialmente non siete compatibili.

Questo può complicare il tuo lavoro, specialmente se tale persona ricopre un ruolo superiore al tuo. Il dipendente, lo dice la stessa parola, dipende da altre persone.

Il graphic designer freelance dipende solo da se stesso!

Se non guadagna, non può incolpare nessuno se non se stesso.

Non avviarti verso la strada del freelance se sei pronto a dare la colpa alla crisi, allo stato, alle tasse o ai clienti.

Quando si svolge la professione libera, bisogna essere flessibili e sapersi reinventare.

Oggi il web permette a tutti i liberi professionisti di lavorare e far crescere il proprio brand personale. A proposito, ti segnalo quest’articolo interessante su come guadagnare da grafico freelance.

Se questo articolo ti ha risvegliato una particolare voglia di metterti in gioco lavorando da freelance non posso che consigliarti 2 libri:

Il primo è di Riccardo Scandellari. Beh che dire… Se oggi sto scrivendo questo articolo è grazie a 2 suoi libri che lessi! Grazie Skande!

Non posso che suggerire quindi: Rock’n’Blog: Diventa una rockstar della comunicazione digitale

Il secondo è dell’oramai straconosciuto zio Monty: Lavorability: 10 abilità pratiche per affrontare i lavori del futuro

Lo so cosa starai pensando!

Ma cosa serve sta roba ad un grafico?

Ad un grafico dipendente, sicuramente serve a poco (finchè non si converte :-) ), ma per un freelance è benzina pura.

Vorrei concludere ricordando che qualunque scelta lavorativa facciamo deve appassionarci:

“Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua”.
Confucio

E tu lavori in team o sei tu, il tuo team? Che ne pensi? Scrivilo nei commenti.

Grazie :-)