logo gucci

In questo articolo scopriremo la storia del decennale e sempreverde logo Gucci e qualche accenno alla costruzione del brand di alta moda italiano più amato e ricercato nel mondo.

Non serve essere degli appassionati o esperti di moda per conoscere il brand Gucci e, soprattutto, per sapere quanto è importante la sua presenza nel settore dell’alta moda italiana. È letteralmente una delle aziende più note, amate e apprezzate al mondo! Il suo iconico logo, inoltre, sempre pronto a svettare sui suoi prodotti di gran lusso, è un simbolo ampiamente riconosciuto e ricercato.

Ti piacerebbe conoscere la storia di altri celebri loghi? Vai alla rubrica sui loghi famosi.

Indice

logo gucci

La storia di Gucci

The House of Gucci, più frequentemente però conosciuta come Gucci, è una delle principali aziende di moda, italiana al 100%, che si occupa di produrre prodotti di alta moda e pelletteria di lusso.

Tra i suoi prodotti più iconici e apprezzati ci sono, appunto, la pelletteria, le scarpe, gli accessori, le borse, i gioielli e i profumi. L’azienda ha immesso sul mercato, forte dell’appeal del suo marchio, anche una collezione di oggetti d’arredamento e di accessori decorativi.

È stata fondata dal celebre stilista Guccio Gucci nel 1921.

Aldo Gucci, uno dei tre figli di Guccio, entrò a far parte della The House of Gucci nel 1933.

Fu proprio Aldo a disegnare l’ormai iconico e conosciutissimo logo Gucci. Spesso considerato uno dei loghi di moda più popolari e immediatamente riconoscibili al mondo, il simbolo Gucci è sinonimo di lusso, eleganza, finezza e, ovviamente, qualità italiana.

Considerato ampiamente come il marchio italiano più venduto e ricercato al mondo, Gucci ha registrato un fatturato annuo di 2,2 miliardi di euro a partire dal 2009. Gucci è attualmente di proprietà della holding francese Pinault-Printemps-Redoute (PPR).

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Storia del logo Gucci

Quando Guccio Gucci aprì il suo primo laboratorio nel 1922 per produrre valigie e selle di lusso, il logo Gucci era composto da una semplice scritta in corsivo, a imitazione della firma del fondatore.

Come abbiamo già avuto modo di vedere con la storia del logo Disney, furono moltissimi i brand che in quegli anni affidavano le sorti dei propri loghi alle firme: era un buon modo per farsi conoscere e per affermare in modo chiaro il nome dell’azienda.logo gucci 1923Per un breve periodo, dal 1929 al 1933, alla firma iniziale venne aggiunta la “G” di Guccio.

Come possiamo vedere, in questo periodo il logo Gucci era ancora rappresentato da una scritta molto artigianale e amatoriale, per quanto comunque il gene dell’eleganza e della raffinatezza fosse già ben visibile.

Il fatto è, che ora nel logo fosse presente non solo la “G” di Gucci, ma anche la “G” di Guccio, quindi una doppia “G”, dovrebbe già darci un indizio sulla prossima evoluzione del logo, avvenuta grazie ad Aldo Gucci.logotipo gucci 1929Eccole, infatti, le due iconiche “G” intrecciate!

Nel 1933, con l’entrata di Aldo nell’azienda, nacque quella che poi fu la versione del logo Gucci per decenni, fino ad oggi.

Nel corso degli anni sia la scritta “Gucci”, che Aldo rielaborò partendo dalla firma del padre rendendola più leggibile, chiara, minimale ed elegante, sia le due “G” (da Guccio Gucci, ovviamente), subirono pochissime variazioni.

Il logo Gucci è uno dei pochissimi loghi che nel corso degli anni sono rimasti quasi totalmente invariati, resistendo al tempo e alle mode: se questo non è un sintomo di grande lungimiranza, occhio estetico, intelligenza e saggezza, non saprei quale altro può esserlo!

logo gucci 1992All’inizio, le due “G” intrecciate, il monogramma gucci, venivano sempre collocate accanto alla scritta “Gucci” (che come vedremo fra un attimo nel corso degli anni è stata leggermente rivista nel suo font), ma con gli anni questo singolo emblema è arrivato a essere più preponderante rispetto alla scritta.

Non è difficile immaginare il perché: è originale, riconoscibile, elegante, moderno e impeccabile. Secondo Aldo Gucci, l’intreccio delle due “G” rappresentava non solo le iniziali del padre, ma ricordava anche la trama di un bracciale di lusso.

simbolo gucci 1955Quando Guccio Gucci morì negli anni ’50, Aldo Gucci rilevò l’attività e scelse di sostituire per un breve periodo il logo con l’immagine dello stemma di un cavaliere collocato all’interno di uno scudo, con due borse in mano: era un chiaro richiamo a una vecchia versione del logo Gucci degli anni ‘30, durata pochissimo tempo, in cui la scritta “Gucci” era associata all’immagine di un fattorino porta-valigie. Questa complessa e inusuale versione del logo Gucci non comprendeva solo il cavaliere e le valigie, ma anche una rosa e un timone.logo gucci 1958Se non avete proprio mai visto questa versione del logo Gucci, non preoccupatevi: è davvero rara e ormai desueta.

Durante il periodo in cui Aldo iniziò ad utilizzare questo simbolo, l’azienda Gucci stava già ampiamente utilizzando il monogramma della doppia “G” come marchio registrato e stampato su borse, valigie e prodotti di pelletteria. Gli oggetti Gucci si stavano diffondendo alla velocità della luce, così come il logo che svettava sopra di loro: il design del cavaliere fu presto dimenticato.logo gucci 1998Torniamo alla scritta! La tradizionale e sofisticata scritta “Gucci” è eseguita in un elegante e liscio carattere Serif, che è molto vicino a caratteri come Goldenbook Bold e Mynaruse Flare Medium. A guardarlo, potrebbe benissimo sembrare un logo disegnato qualche giorno fà: è senza tempo, stabile, fiero, elegante e riflette appieno i principi fondamentale dell’azienda.

simbolo gucci 2019E queste due “G”, non più intrecciate, ma accostate e rivolte verso la medesima direzione?

Sebbene non ci sia mai stata una dichiarazione ufficiale, nel 2019 sugli account social del brand fu mostrata più volte questa rivisitazione del logo Gucci, voluta forse da Alessandro Michele, il direttore creativo dell’azienda. Potrebbe forse diventare questo, in futuro, il nuovo logo Gucci?

È anche vero che il marchio è ormai da anni in una posizione talmente solida, stabile e rinomata da potersi permettere di giocare, magari giusto per una stagione o per interagire con gli appassionati, con la propria immagine, a partire proprio dal logo.

Non per nulla, infatti, nel 2020 sui social media di Gucci è spuntata anche questa “nuova” versione del logo: una citazione chiara e affettuosa alla primissima versione del logo Gucci.

post social 2020

Nel settore dell’alta moda è un comportamento diffuso, soprattutto da parte delle aziende più famose e amate: ne abbiamo parlato ad esempio quando abbiamo scoperto insieme la storia del logo Lacoste.

Ad ogni modo, è davvero difficile pensare che Gucci abbia in programma un effettivo rebranding: il loro rimane uno dei loghi più conosciuti e iconici al mondo!

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